PATMOS, L’ISOLA GRECA DOVE SAN GIOVANNI SCRISSE L’APOCALISSE di di Sebastiano Depperu
2026
Le isole greche sono rinomate per il bel mare, per le vacanze da sogno e per il buon cibo. Ma ce n’è una che si visita anche per una curiosità. Si tratta di Patmos che custodisce il mistero e il fascino dell’Apocalisse, quella di san Giovanni. Si dice, infatti, che l’apostolo scrisse l'Apocalisse sull'isola dove fu esiliato. Secondo la tradizione cristiana, compose l'opera all'interno della suggestiva Grotta dell'Apocalisse, dove si dice che abbia ricevuto le visioni divine. La composizione del testo risale alla fine del I secolo d.C., molto probabilmente durante il regno dell'imperatore Domiziano. A visitar la grotta ci vanno anche tanti italiani, incuriositi dalla leggenda o anche solo seguendo i fili invisibili della fede. Ma come si può raggiungere l’isola dall’Italia? L'isola non dispone di un aeroporto ed è raggiungibile esclusivamente via mare. Le soluzioni più rapide ed economiche prevedono di volare a Kos (aeroporto più servito) o Samos, per poi proseguire con un aliscafo (catamarano) o traghetto. Stessa cosa vale se ci si trova nelle isole vicine come Mikonos o Ikaria. Appena sbarcati nell’isola, nel porto di Skala si può prendere un bus che porta in cima all’isola al monastero e fa tappa anche nella grotta di San Giovanni (il biglietto si può acquistare a bordo e costa 2.50 euro). Chi vuole può, inoltre, prendere un taxi che, per 10 euro, vi porta al Monastero. Con altri 6, dal Monastero porta alla Grotta, e con altri 6 si riscende al porto. Ma una volta arrivati alla grotta di scende una piccola discesina che porta a un ingresso quasi anonimo dove c’è la biglietteria e il negozio di gadget. Si passano due stanze, si esce in un piccolo cortile, e si arriva finalmente al sito, affrescato e fresco: un luogo che, anche ai non credenti, fa venire la pelle d’oca, per il suo valore religioso (ma non solo). E lì è facile incontrare un Pope che prega o che semplicemente, vi accoglie con un sorriso. Sono passati millenni e ancora nel luogo aleggia l’immagine di san Giovanni chino sulla carta e pensa alla fine del mondo.