ATENE CHIAMA, ITALIA RISPONDE: FINO AL 30 AGOSTO AL MUSEO DELL’ACROPOLI LA MOSTRA “ISPIRAZIONI. VITE ITALIANE DELL’ARTE GRECA”. di Sebastiano Depperu
2026
Hanno fatto un lungo viaggio per arrivare ad Atene, nel museo dell’Acropoli, da ogni parte d’Italia i 38 capolavori della mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”. Si tratta di un percorso delle molteplici forme di presenza, trasformazione e reinterpretazione dell’arte greca nella Penisola italiana, dalla tarda età del Ferro fino al Novecento. “Un percorso di collaborazione istituzionale che si inserisce nel solco delle eccellenti relazioni culturali bilaterali promosse dai due governi – dicono dal Ministero della Cultura - Il progetto si colloca nell’ambito delle strategie di diplomazia culturale del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo allargato e del Piano Olivetti per la Cultura”. Il progetto espositivo internazionale, fortemente voluto dal Ministro Alessandro Giuli,, dunque, è promosso dal MiC italiano e dal Ministero della Cultura greco, nell’ambito delle attività di cooperazione culturale e diplomazia euro-mediterranea. La mostra rientra nei programmi congiunti tra i due Ministeri volti a rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale comune e a promuovere iniziative condivise di dialogo nel Mediterraneo. Il progetto, elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, diretto da Alfonsina Russo, in collaborazione col Museo dell’Acropoli, diretto dal professor Nikolaos Stampolidis, rappresenta una delle principali iniziative internazionali del MiC nel campo della diplomazia culturale e della valorizzazione del patrimonio archeologico italiano all’estero. La mostra è curata dagli stessi Alfonsina Russo e Nikolaos Stampolidis, con Roberta Alteri e Alessio De Cristofaro. Il percorso accompagna il visitatore dalle prime forme di presenza dell’arte greca nella Penisola italiana, anteriori alla conquista romana, fino alla nascita del collezionismo moderno e della moderna storia dell’arte antica. Dalla circolazione degli oggetti greci come strumenti di prestigio e veicoli di modelli culturali si passa ai fenomeni di appropriazione e trasferimento delle opere, fino ai processi di reinterpretazione e riuso che ne hanno accompagnato la fortuna in età romana, moderna e contemporanea con un focus dedicato ad Antonio Canova (rapporto con i marmi del Partenone) e De Chirico. Tra le tante opere esposte, e provenienti da diversi musei italiani, spiccano la Coppa di Nestore da Ischia, il Cratere di Eufronio da Cerveteri, il Trono Ludovisi, la Fanciulla di Anzio, le celebri teste bronzee dal relitto di Porticello e importanti testimonianze del collezionismo e della ricezione moderna dell’arte greca. Ad ottobre, e fino a dicembre 2026, la mostra sarà visitabile al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria