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ROTHKO A FIRENZE, UNA MOSTRA IMPERDIBILE CHE LEGA INTIMAMENTE L’ARTISTA ALLA CITTÀ di Loredana Gelli - GOOD IN ITALY

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ROTHKO A FIRENZE, UNA MOSTRA IMPERDIBILE CHE LEGA INTIMAMENTE L’ARTISTA ALLA CITTÀ di Loredana Gelli

2026
A Palazzo Strozzi esposti Settanta dipinti, molti mai visti prima, che scandiscono la vita e il linguaggio artistico di uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea. Si potranno ammirare fino al 23 agosto 2026.

Mark Rothko a Firenze, panoramica mostra -  Foto di Loredana Gelli

Rothko ha ridefinito il linguaggio della pittura del Novecento, trasformando il colore in esperienza, spazio e meditazione” dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.Questa mostra rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, ed è nata dal desiderio di offrire un incontro profondo con la sua ricerca, ricostruendo nelle nostre sale tutte le principali fasi della sua carriera, attraverso una ampia selezione di opere, e mettendo in dialogo la potenza silenziosa delle sue opere con la storia della città”.
 
L’esposizione resterà visibile al pubblico fino al 23 agosto 2026 e si snoda anche nei luoghi dove per la prima volta Rothko aveva scoperto la grandezza di Beato Angelico e la solennità di Michelangelo, ovvero nel Convento di San Marco e nella Biblioteca Laurenziana.

“Un dipinto non è l’immagine di un’esperienza
è l’esperienza”. Mark Rothko

Storicamente appartenente al movimento artistico del cosiddetto Espressionismo astratto americano, Rothko è noto per essere il pioniere del Colorfield Painting, la pittura basata su grandi campi di colore. Con le sue monumentali tele rettangolari l’artista vuole evocare nell’osservatore le emozioni primordiali, tragiche e spirituali. Usa il colore per gridare o esprimere silenzio. E’ anche uno degli artisti più quotati al mondo. “Orange, red, yellow” che dipinse nel 1961, è stato venduto all’asta da Christie's a New York per 87 milioni di dollari (circa 67 milioni di euro) battendo ogni record nel settore arte contemporanea.

Mark Rothko, Interior (Interno), 1936 - Olio su tavola. Washington DC, National Gallery or Art- Gift of the Mark Rothko Foundation. Foto di Loredana Gelli

L’artista nasce a Dvinsk, Russia, nel 1903 (oggi Daugavpils) da una famiglia ebrea e visse l'infanzia in un clima di antisemitismo e violenza, prima di emigrare, con la madre e la sorella, negli Stati Uniti nel 1913, all’età di dieci anni, per raggiungere il padre e i fratelli a Portland. Dal 1921 al 1923 frequenta la Yale University, per trasferirsi successivamente a New York.
Nel 1929 Rothko inizia a insegnare al Center Academy of the Brooklyn Jewish Center, incarico che ricoprirà per i successivi vent’anni. Nel 1935 è tra i fondatori del gruppo The Ten, con cui espone fino al 1940.
Tra il 1936-1937 fa parte della divisione di pittura da cavalletto del W.P.A. Federal Art Project, dipingendo quadri per edifici governativi. Nel 1940 Mark Rothko fonda la Federation of Modern Painters and Sculptors.

Mark Rothko, Cityscape - Paesaggio urbano, 1936 - Olio su tela - Collection of Christopher Rothko. Foto di Loredana Gelli

Dal 1964 al 1967 Rothko lavora a un ciclo di dipinti commissionati dai collezionisti e mecenati Dominique e John de Menil per una cappella a Houston. La cappella, ora aconfessionale, ospita quattordici tele, corrispondenti alle stazioni della Via Crucis. Nel 1969 viene creata The Mark Rothko Foundation con l’obiettivo di fornire assistenza ad artisti disagiati.
Gravemente malato, Mark Rothko si suicida nel suo studio a New York nel 1970.

Mark Rothko, Room in karnak (Stanza a Karnak) 1946, olio su tela - Collection of Christopher  Rothko

Rothko dipinge il suo modo di essere e il colore è il suo linguaggio. Ciò che conta per lui sono le emozioni come evidenziano i diversi testi e saggi teorici che ci ha lasciato. Il più importante è il saggio inedito "New Training for Future Artists and Art Lovers" (rimasto incompiuto ma basato su ben 49 manoscritti), in cui espone la sua visione filosofica, la sua critica all'accademismo e il suo approccio all'insegnamento dell'arte

Mark Rothko, Untitled 1945-1946 Acquerello, sfregamento su carta da acquerello- Collezione privata. Foto di Loredana Gelli

Il celebre pittore non si allontanava volentieri dal suo studio per viaggiare, tranne che per andare in Italia, a Roma e a Firenze, dove si perdeva nella grandezza del Rinascimento e nell’ammirazione dei grandi maestri del passato. Restio persino a dare un titolo ai suoi quadri, considerava l’arte come stimolo per una riflessione personale e uno specchio dove proiettare il proprio stato d’animo.
L’architettura di Palazzo Strozzi e Firenze stessa sono dunque lo scenario ideale per esplorare come l’artista traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva dando vita, attraverso il colore, a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.

Mark Rothko (Blue, Red and Green) (Yellow, Red, Blue on Blue) (Blu, rosso e verde) (Giallo, rosso, blu su blu) 1953 olio su tela cm 205,7 × 170,5 Collezione Kenneth C. Griffin. Foto di Loredana Gelli

Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi si snoda cronologicamente permettendo di ripercorrere l’intera carriera di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere profondamente lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia.
In mostra, opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington DC.

Mark Rothko, 1952-1953 circa, Photo Henry/ ElkanCourtesy - The Rothko Family Archive

“Mio padre desiderava che chi osservava i suoi dipinti provasse la stessa esperienza religiosa che lui aveva provato mentre li realizzava” afferma Christopher Rothko, curatore della mostra. “Ispirato dai suoi viaggi a Roma e Firenze, quell'elemento spirituale divenne ancora più centrale. In tutta la mostra abbiamo allestito sale intime dove l'interazione personale con le opere di Rothko è massimizzata e valorizzata dalla loro risonanza con le sale storiche stesse”.
“L’incontro con Firenze rivela a Rothko una tradizione in cui pittura e architettura convergono in una dimensione contemplativa” dichiara Elena Geuna, curatrice della mostra. “La mostra inserisce la sua opera in questa prospettiva, dove la quiete meditativa degli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco e la tensione spaziale del vestibolo della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo riecheggiano nella ricerca di una pittura capace di esprimere i più profondi stati d’animo umani”.
Mark Rothko Untitled 1952-1953 olio su tela cm 299,5 x 442,5 Bilbao, Guggenheim Museum. Foto di Loredana Gelli

INFORMAZIONI
Titolo mostra Rothko a Firenze
Sede Firenze, Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi s.n.c
Sito web
https://www.palazzostrozzi.org/
Periodo 14 marzo - 23 agosto 2026
A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna
Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi
Con la collaborazione di Ministero della Cultura: Direzione regionale Musei nazionali Toscana - Museo di San Marco e Biblioteca Medicea Laurenziana
Sostenitori pubblici
Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze. Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Main Partner: Intesa Sanpaolo. Con il supporto di Kenneth C. Griffin and Griffin Catalyst, Maria Manetti Shrem, Gruppo Beyfin S.p.A., Aon, Arteria, Enel.
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