IN THE BEL MEZZO OF EVERYTHING: INTERVISTA A DANIELE CIPRIANI di Stefania Giacomini
2026
La manifestazione, dal 26 giugno al 12 luglio 2026, animerà uno dei più longevi palcoscenici internazionali d’arte e cultura con un palinsesto ricco di prime assolute, eccellenze mondiali e giovani talenti. Ampliando la missione multidisciplinare e la vocazione globale che il Festival ha sempre promosso, quest’anno opera, musica, danza, teatro e arte dialogheranno insieme spaziando tra culture diverse e linguaggi contemporanei in una nuova dimensione condivisa, che nel tema delle “Radici” trova il valore del passato e la forza del cambiamento. 17 giorni di programma, 100 performance, di cui 7 prime mondiali e 9 produzioni originali per il Festival, con più di 1000 artisti provenienti da 27 Paesi, per un totale di 16.508 minuti complessivi di manifestazione, pari a 275 ore e cioè a circa 11 giorni e mezzo di arte non-stop: spettacoli in esclusiva, debutti mondiali ed europei, creazioni commissionate appositamente per il Festival, performance site specific, per offrire un’esperienza di spettacolo dal vivo unica e irripetibile. “La 69ª edizione del Festival dei Due Mondi rappresenta un momento di rinnovamento e di slancio per la nostra città – spiega il Presidente Andrea Sisti. Con l’arrivo del nuovo Direttore Artistico Daniele Cipriani, Spoleto si conferma ancora una volta luogo di incontro, di sperimentazione e di dialogo tra linguaggi e culture diverse.
Quest’anno, con la direzione affidata al Maestro Daniele Cipriani, la kermesse si focalizza su bellezza e inclusione con il claim “In the bel mezzo of everything”: una trovata geniale e ibrida che punta a individuare l’equilibrio fra tradizione e innovazione
I luoghi storici tornano al centro della manifestazione. Oltre al Teatro Romano, a Piazza Duomo, al Teatro Caio Melisso, l’arte arriverà anche negli indirizzi meno frequentati come il Giardino di Palazzo Campello, il cortile della Rocca Albornoziana e la Basilica di San Salvatore, patrimonio UNESCO che riapre al pubblico dopo dieci anni.
“Il cartellone del Festival dei Due Mondi di Spoleto di quest'anno è incredibilmente ricco: accanto ai grandi nomi della musica classica internazionale – Yannick Nézet-Séguin, Gianandrea Noseda, Arcadi Volodos, Yuja Wang, Mario Brunello, Giovanni Sollima fra gli altri – trovano spazio giovanissimi artisti destinati a segnare il panorama musicale dei prossimi decenni. Il palinsesto musicale si apre e si chiude con due Maestri indiscussi del panorama internazionale. Yannick Nézet-Séguin (direttore musicale del Metropolitan Opera di New York e della Philadelphia Orchestra, protagonista del Concerto di Capodanno ‘26 a Vienna) guiderà la London Symphony Orchestra e la stella del pianoforte Yuja Wang; il concerto finale di chiusura, il 12 luglio, sarà affidato alla bacchetta del Maestro Gianandrea Noseda, che con la Filarmonica Teatro Regio Torino.
La musica da camera illuminerà i Concerti di Mezzogiorno con le esibizioni dei musicisti e cantanti più brillanti della scena mondiale:
Si riparte dunque dal solco tracciato dal fondatore Gian Carlo Menotti– tra i molti tributi al grande compositore, anche la Maratona Menotti, un concerto di quasi 24 ore in occasione del 115° anniversario della nascita. Un ritorno decisivo, in questa edizione, sarà quello della Maratona Internazionale di Danza, ideata da Alberto Testa e Vittoria Ottolenghi. Nasce la Festival dei Due Mondi Academy, il programma di formazione e ospitalità rivolto a giovani musicisti under 35 provenienti da tutto il mondo, selezionati per merito e coinvolti in un percorso intensivo gratuito nei giorni della kermesse.
Prosa
Nuovo adattamento, contemporaneo e visionario, allestito dal grande regista e fondatore dello Schaubühne di Berlino Peter Stein. Di tutt’altro genere è la parabola esistenziale del protagonista di Educazione sentimentale, la pièce di Ivan Cotroneo in prima assoluta con Giuseppe Fiorello; mentre la dissacrante commedia nera di Dan Fante segna il debutto della compagnia norvegese-statunitense Wakka Wakka con la pièce che il New York Times non ha esitato a definire “geniale”.
Danza: coreografie della prima europea di This is Rambert, lo spettacolo con cui la compagnia di danza contemporanea più longeva del Regno Unito celebra il suo centenarioi. A celebrare un altro centenario, quello di Robert Rauschenberg, sono la Trisha Brown Dance Company e il Merce Cunningham Trust.
Arte: Si ispira al rapporto tra uomo e natura il gesto artistico di Giuseppe Penone, che firma il manifesto della 69° edizione del Festival con l’opera in bronzo e vegetazione Le foglie delle radici, installazione di quasi 10 metri che svetterà in Piazza Pianciani.
A partire dalle 23, a Palazzo Collicola, il Jazz Club avvolgerà le serate con la sua atmosfera conviviale.
Arrivano le Lezioni di cinema con Antonio Monda; gli Incontri letterari a cura di Leonetta Bentivoglio, il tributo alla giornalista Franca Sozzani.
I biglietti sono disponibili su Vivaticket e sul sito del Festival: festivaldispoleto.com