SANREMO: E’ ANDATA COSI’ di Daniela d’Isa
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E adesso vogliamo proprio
vedere Sal Da Vinci all’Eurovision Song Contest di maggio (12-16) a
Vienna. Forse abbiamo torto e la canzone kitsch che ha vinto il Festival di #sanremo76
“Per sempre sì”, del neomelodico spopolerà nelle feste di matrimonio e spaccherà
sul palco europeo, spesso non esente dal trash, giudizi personalissimi. Sayf
(sempre con la mamma anche sul palco), che con “Tu mi piaci tanto” aveva
vinto al Televoto, è arrivato secondo sommando i voti di Televoto, Giuria della
Stampa e Giuria Radio, con uno scarto veramente molto basso rispetto a Da Vinci,
dello 0,3%.
Il #sanremo76, il più noioso
degli ultimi anni, non ha rivelato nuovi talenti come il Lucio Corsi dell’anno
scorso, non ha fatto record di ascolti, non ha presentato canzoni memorabili, non
ha brillato nei siparietti comici dove Nino Frassica e Giancarlo Siani potevano
fare di più e qualche risata ce l’ha strappata solo Ubaldo Pantani nella
caricatura di Lapo Elkann. Carlo Conti ha svolto il suo compito con
precisione, senza scintille o trovate, se n’è andato baciato da tutti i
cantanti (essere scelti per Sanremo è pur sempre una opportunità unica), ma
nella conferenza stampa finale della domenica mattina ha fatto una toccata e
fuga, ringraziando tutti, come se avesse fretta di dimenticare un Sanremo con
tante critiche. Lo vedremo comunque ancora su Raiuno il 7 e il 14 marzo, due
sabati dal titolo “Sanremo top” in cui si tireranno le somme delle sorti delle
canzoni del suo quinto e ultimo Festival. Laura Pausini è stata
spigliata, ma la preferiamo in versione cantante.
Anche la regia di #sanremo76 non
è stata delle migliori come abbiamo già detto. La RAI invece gongola per la
pubblicità ancora salita, che ha chiuso a 72 milioni di euro la raccolta
pubblicitaria. Bisognerebbe sapere se gli inserzionisti sono ugualmente
contenti. Picco di ascolto social il medley di Tiziano Ferro e quando
Carlo Conti ha fatto il passaggio di testimone a Stefano De Martino che,
consiglio non richiesto, farebbe bene a non trasformare la kermesse in un altro
“Stasera tutto è possibile”. Stefano, che sarà sicuramente un bravo
presentatore, farebbe bene anche a non accettare la carica di direttore
artistico, poiché, per ora, non ne ha le competenze. Registriamo che in
conferenza stampa si è capito che De Martino sarà un direttore artistico
dimezzato, perché sarà “supportato” in tutte le scelte da un team di consulenti
musicali in via di definizione, e non
solo dal produttore e manager musicale Fabrizio Ferraguzzo, come aveva
anticipato Dagospia.
Una parola per Arisa,
bellissima, elegantissima e con una canzone poetica come “Magica fiaba”, ingiustamente
quarta nella classifica finale.
Serena Brancale ha
detto che è stata già un successo essere al Festival, ma alla vittoria ci ha
creduto, mentre la sua “Qui con me” dedicata alla mamma scomparsa, è arrivata
addirittura nona, aggiudicandosi però il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla e
il Premio TIM.
Da tenere d’occhio nei
prossimi giorni: Fedez e Masini, arrivati quinti, ma vincitori del
Premio Bardotti per il Miglior Testo con la loro “Male necessario”; Fulminacci,
settimo, con la sua ”Stupida sfortuna”, che però ha vinto il Premio della
Critica Mia Martini della Sala Stampa Roof; Ditonellapiaga, che avremmo
visto bene all’Eurovision, che è arrivata terza, ma ha vinto oltre alla serata
delle cover anche il Premio della Miglior Composizione musicale Giancarlo
Bigazzi con “Che fastidio”. Un brano divertente che fa inevitabilmente pensare
a “Nuntereggae più”, portata al successo nel 1978 dall’indimenticabile Rino Gaetano.
I momenti di riflessione:
bello quello che ha visto il coro Anffas sul palco, sbrigativo e a tarda
notte quello dedicato al femminicidio con Gino Cecchettin, accettabile
quello del professor Vincenzo Schettini che si è rivolto ai genitori e
ai ragazzi.
Difficile affrontare la festa
di Sanremo quando è scoppiata la guerra di USA e Israele contro l’Iran. Lo show
ha continuato e gli appelli alla pace non bastavano. Fra le tante testimonianze
fa impressione guardare il video diffuso dall’Ansa di una Big Mama impaurita e bloccata
in un albergo a Dubai, dove l’aeroporto è stato attaccato, chiuso la spazio
aereo e migliaia di italiani non riescono a tornare a casa.
Ci siamo fatti tutti una
domanda: è stato giusto continuare a festeggiare con i venti di guerra che
coinvolgono tanti di noi?