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IL PRESEPE DI PIAZZA SAN PIETRO | UN'OPERA D'ARTE DA CAPIRE
di Sebastiano Depperu

ATTUALITA'

Parola d'ordine: modernità. Chi l'ha detto che anche in un luogo sacro come piazza San Pietro non possa comparire un presepe moderno, che esula un po' dalla tradizione? Per chi non la vedesse, quella c'è. Sempre. C'è sempre Maria. C'è Giuseppe. Ci sarà dal 25 dicembre il Bambino Gesù e ci sono i Re Magi e il bue e l'asinello. Ci sono anche i pastori, l'angelo, le pecore, un cammello e i tacchini.
C'è, dunque, tutto. Cambia la forma ma la sostanza resta. Ed è quella che dovrebbe interessare ai fedeli. Ogni cosa verrà comunque criticata. Figuriamoci qualcosa che esce dal solco della tradizione più iconica del bello e, forse, non realistico. Ma è la tradizione: quella ci hanno tramandato e quella la gente vuole. Ma perché non osare? Nel 2020, un presepio "moderno" non è avanguardia ma modernariato, forse. Avanguardia sarebbe stata togliere l'angelo o l'asinello e il bue. Però, se ci si sposta di qualche metro sotto il colonnato, lì ci sono i "100 presepi in Vaticano" e non è che tutti siano tradizionali. Alcuni sono realizzati con materiali riciclati, creativi. Però, sono al margine. Il centro della scena - secondo i puristi - deve essere classico. Guai a cambiare la tradizione. Le critiche sono (e saranno) sempre dietro l'angolo, anche con un presepe tradizionale. E allora, piaccia o no: meglio osare. Apprezzato o no, il presepe del Natale 2020 sarà comunque ricordato. Per chi vuole godere solo di un presepe e ne sa cogliere lo spirito, basta recarsi in piazza San Pietro e ammirare qualcosa di moderno che vuole raccontare la tradizione. Quello in piazza San Pietro quest’anno è presepe da capire.
Inaugurato in Vaticano l’11 dicembre scorso , è un dono dalla città abruzzese di Castelli (in provincia di Teramo), con figure in ceramica a grandezza maggiore del naturale. Rappresenta non solo un simbolo culturale per l’intero Abruzzo, ma è considerato anche un oggetto di arte contemporanea che affonda le sue radici nella tradizionale lavorazione della ceramica castellana. L’opera si lega alla tradizione della natività di Gesù Cristo, ma esprime la società moderna con i personaggi che interrogano la storia, richiamando alla mente la conquista della luna, il Concilio Vaticano II e l’abolizione della pena di morte. Alle spalle del Presepe c'è il Gran Sasso.
Non basterà, dunque, fermarsi un attimo, a guardare se il bambinello è bello o no ma cercare di capire meglio il valore artistico delle figure in ceramica.

E poi c'è la mostra "100 Presepi in Vaticano". Dal 13 dicembre 2020 al 10 gennaio 2021, dalle 10 alle 20 sotto il Colonnato di Piazza San Pietro. Opere da tutto il mondo che rappresentano la natività in diversi modi e forme, alcuni anche con materiali di riuso.
L’esposizione di quest’anno ha dovuto subire, inevitabilmente, un ridimensionamento con la scelta di un luogo differente dal solito, che consente di rispettare tutte le normative previste in materia sanitaria anti covid.
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