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THERE IS NO WIND  ON THE MOON di Stefania Giacomini
Date: 23/05/2020
OCCHIO SUL MONDO
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THERE IS NO WIND  ON THE MOON di Stefania Giacomini

Il programma Luna, partito nel 1959 con la sonda Luna 2, inviò il primo veicolo riuscito ad impattare con il satellite. In seguito, il 3 febbraio 1966, Luna 9, eseguì il primo atterraggio morbido su di esso
milioni di persone, incollate davanti ad un televisore, vedevano l’ampliamento della possibilità dell’uomo,  arrivando in un altro pianeta, attraversando lo spazio.. Il primo allunaggio di un essere umano, 20 luglio 1966, quello di Neil Amstrong, comandante della missione apollo 11, insieme al compagno Buzz Aldrin.

Sono passati 60 anni e questi 60 anni hanno portato la comunicazione ad essere un elemento fondamentale per tutte le dinamiche della società contemporanea.. Viaggiare nello spazio è anche sinonimo di una concezione di vita: spostare i propri confini, alzare le proprie possibilità, cercare formule di miglioramento spostando la capacità del proprio rendimento, la capacità d’immaginazione, tramite ricerca, concentrazione e metodo. La comunicazione, intesa come la progettazione di un’informazione creata, da sempre può condizionare la vita quotidiana del mondo intero; economia, finanza, politica, determinando le azioni e reazioni, a volte pericolose, di quello che è il mercato e ordine globale. Dov’è la differenza tra una comunicazione perfettamente organizzata che riporta un avvenimento falso ed un fatto realmente accaduto non comunicato? Quali sono i parametri per cui ci è garantito che ciò che succede ci venga detto e che quello che ci viene riportato sia vero? Il progetto “There is no wind on the Moon”, Una collettiva di 14 artisti creano un mondo parallelo in cui ciò che qui è fittizio e frutto della fantasia, diventa realtà concreta. Titolo che induce ad un’ipotetica messa in dubbio di quello che avvenne in quel lontano 1966, in base ad alcuni elementi erronei riportati negli elementi storici come il movimento di polveri e il movimento della bandiera, lì dove non dovrebbe esserci vento e dunque il progetto espositivo , indaga il sottile rapporto tra comunicazione visuale e realtà,  

queste  opere artistiche  hanno il fine idi confondere lo spettatore, creare un’interferenza in quella che è la concezione e percezione della quotidianità.
La mostra sarà aperta sino al 4 giugno da martedi a giovedi rispettando le regole di distanziamento imposte dalla legge anti covid19.
Il 19 maggio 2020, il Contemporary Cluster è lieto di comunicare la propria riapertura con l’esposizione There is no wind on the Moon, un progetto espositivo a cura di Giacomo Guidi che vede come protagonisti: Antonio Barbieri, Dom Barra, Biancoshock, Giacomo Carmagnola, Carne Urbex, Leonardo Crudi, Jacopo Mandich, MOTOREFISICO, None Collective, Jestern, Donato Piccolo, Cristiano Pintaldi, Luca Pozzi, Soemone, Lamberto Teotino e Mai Mai Mai. Sarà possibile visitare la mostra dal martedì al sabato dalle 10 alle 18. La riapertura avverrà nel pieno rispetto delle norme di sicurezza previste da DPCM del 26 aprile 2020. Il programma Luna, partito nel 1959 con la sonda Luna 2, inviò il primo veicolo riuscito ad impattare con il satellite. In seguito, il 3 febbraio 1966, Luna 9, eseguì il primo atterraggio morbido su di esso. Il primo allunaggio di un essere umano, 20 luglio 1966, fu quello di Neil Amstrong, comandante della missione apollo 11, insieme al compagno Buzz Aldrin, mentre Michael Collins controllava il modulo di comando Columbia. Sono passati 60 anni e questi 60 anni hanno portato la comunicazione ad essere un elemento fondamentale per tutte le dinamiche della società contemporanea. Negli anni 60 milioni di persone, incollate davanti ad un televisore, vedevano l’ampliamento della possibilità dell’uomo, spingendoci in luoghi non conosciuti, arrivando in un altro pianeta, attraversando lo spazio. Viaggiare nello spazio è anche sinonimo di una concezione di vita: spostare i propri confini, alzare le proprie possibilità, cercare formule di miglioramento spostando la capacità del proprio rendimento, la capacità d’immaginazione, tramite ricerca, concentrazione e metodo. La comunicazione, intesa come la progettazione di un’informazione creata, da sempre può condizionare la vita quotidiana del mondo intero; economia, finanza, politica, risentendo e determinando le azioni e reazioni, a volte pericolose, di quello che è il mercato e ordine globale. Dov’è la differenza tra una comunicazione perfettamente organizzata che riporta un avvenimento falso ed un fatto realmente accaduto non comunicato? Quali sono i parametri per cui ci è garantito che ciò che succede ci venga detto e che quello che ci viene riportato sia vero? Una collettiva in cui 14 artisti creano un mondo parallelo in cui ciò che qui è fittizio e frutto della fantasia, diventa realtà concreta. Quando la tecnologia e la scienza reali servono a creare veri mondi immaginari e quando mondi immaginari, tramite scienza e tecnologia, ai nostri occhi sembrano reali. Il progetto “There is no wind on the Moon”, affermazione esclamativa che induce ad un’ipotetica messa in dubbio di quello che avvenne in quel lontano 1966, in base ad alcuni elementi erronei riportati negli elementi storici come il movimento di polveri e il movimento della bandiera, lì dove non dovrebbe esserci vento, indaga il sottile rapporto tra comunicazione visuale e realtà, attraverso l’ausilio di opere artistiche che hanno come fine il confondere lo spettatore, creare un’interferenza in quella che è la concezione e percezione della quotidianità

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