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"IL VIZIO DELLA SPERANZA" VINCE LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2018 di Daniela d'Isa
Date: 30/10/2018
ARTE | CULTURA | SPETTACOLO
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"IL VIZIO DELLA SPERANZA" VINCE LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2018 di Daniela d'Isa

Al di là di ogni previsione “Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis si è aggiudicato il premio del pubblico BNL alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Nelle sale italiane il 22 novembre il film, che ha sfatato la leggenda secondo cui un film italiano non vince mai la Festa,  è un pugno nello stomaco per lo squallore della vita che racconta, quella delle prostitute (per lo più) di colore che affollano il fiume

intorno ad una Castelvolturno da girone dell’inferno. Bravissima e bella Pina Turco, moglie del quarantenne regista napoletano, protagonista assoluta nel ruolo di Maria, anche lei perduta ma alla fine redenta da una maternità accolta nonostante tutto.
Molto positivo il bilancio tracciato nella conferenza stampa dal direttore artistico Antonio Monda: incremento del pubblico del 6%, 266 proiezioni, 91 film, 31 retrospettive e omaggi (bellissima la mostra dedicata a Marcello Mastroianni all’Ara Paris, aperta fino al 19 febbraio 2019, andateci!), 30 Paesi coinvolti, un aumento vertiginoso sui social, basti citare un più 48% di Instagram: “ È facile- ha sottolineato Monda- far venire delle star a promuovere i loro film, ma personaggi del calibro di Martin Scorsese, Isabelle Huppert, Sigourney Weaver e i nostri Giuseppe Tornatore (bella la sua lectio magistrali sul noir) e Mario Martone (che ha elogiato Elena Ferrante, misteriosa autrice de “L’amica geniale”) sono venuti senza nulla di nuovo da pubblicizzare”. E altre due star internazionali sarebbero potute venire, si è lasciato sfuggire Monda, se il budget non fosse stato così basso: 3 milioni e 419.000 euro. E
Laura Delli Colli ricordando che la Fondazione Musica per Roma lavora tutto l’anno proponendo eventi nella città, ha rilevato che la Festa ha saputo unire l’aspetto internazionale alla cultura pop, dando voce a molte brave registe e attrici donne, concludendo con l’auspicio che l’anno prossimo aumentino ancora i luoghi di spettacolo in tutti i quartieri. Tra i film in concorso citiamo almeno l’addio alle scene di quel fantastico attore che è Robert Redford, “The Old Man & The Gun”, regia di David Lowery, ispirato alla storia vera di un rapinatore-gentiluomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni. Una passione che neppure l’amore maturo di una donna (Sissy Spacek) riesce a sopire. Al cinema dal 20 dicembre. E ancora incantevole per tutta la famiglia “Mia e il leone bianco”, la storia toccante dell’amicizia tra una bambina e un rarissimo leoncino. Di attualità il tema scottante dei cacciatori di trofei che in Sudafrica distruggono magnifici esemplari, nello sprezzo totale della natura.Nelle nostre sale dal 17 gennaio 2019. Che dire della seconda opera italiana in concorso, “Diario si tonnara” del giovane regista sardo Giovanni Zoppeddu? Pur apprezzando l’intento di voler dar voce ad un mondo ormai scomparso come quello dei pescatori di tonno, il documentario non appassiona più di tanto e non ha l’impatto coinvolgente di documentari come “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi. Detto questo dobbiamo dire che le immagini hanno privilegiato la vita delle tonnare, i riti sacri di propiziazione della pesca, trascurando giustamente quelle cruenti della mattanza, oggi proibita anche dalla legge.
Tra i tanti eventi della Festa ci è piaciuto tanto il viaggio “gentile”, “Be kind”, che l’attrice e regista Sabrina Paravicini con suo figlio Nino Monteleone hanno fatto nel mondo della diversità,sottolineandone il valore aggiunto. Nel film si intende per diversità non solo l’handicap fisico, ma anche quello che devono affrontare coloro che hanno diverse etnie, orientamenti sessuali, religioni. Il delizioso protagonista Nino, nato con la sindrome di Asperger, intervista tanti personaggi e a tutti chiede “Come è stata la tua vita?”. Innumerevoli gli eventi paralleli a Roma nei giorni della Festa. Uno per tutti l’interessante incontro organizzato dalla Pellicola d’Oro di Enzo De Camillis, dedicato ai mestieri e agli artigiani del cinema dal titolo “ La preparazione di un set”.
La Festa 2018 si è chiusa con la presentazione di “Notti magiche”, il nuovo film di Paolo Virzi’che, come ha raccontato il toscanissimo regista de “La pazza gioia”, intende celebrare, ma anche prendere in giro, una stagione gloriosa del cinema italiano. Con il pretesto di raccontare la storia del delitto di un produttore cialtrone (interpretato da un fantastico Giancarlo Giannini) il cui corpo viene rinvenuto nel Tevere la notte di Italia ’90, quando l’Italia venne eliminata ai rigori dall’Argentina, la storia dei tre giovani sceneggiatori in corsa per il premio Solinas, ci immerge nella Roma dove al fasto della stagione del cinema italiano si univano la corruzione e i facili costumi di improvvisate attricette. Scritto dallo stesso Virzì con Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, “Notti magiche” (ricordate la canzone di Moroder testo e voce di Edoardo Bennato e Gianna Nannini?) racconta anche il tempo in cui i registi si chiamavano Fellini, Pontecorvo, Monicelli. Una stagione irripetibile in cui Ennio De Concini (Paolo Bonacelli) firmava le sceneggiature scritte per lui da squadre di “negri”, Furio Scarpelli (Roberto Herlitzka)dispensava caustiche battute e tutti affidavano i loro contratti all’avvocatessa Giovanna Cau (Ludovica Modugno, identica).Al cinema dall’8 novembre.


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